Next Future Transportation: è possibile applicare il modello a Genova

La società Next Future Transportation è una startup padovana che abbiamo incontrato durante il Silicon Valley Study Tour, che si è posta come obiettivo quello di rinnovare i trasporti pubblici tramite la loro invenzione, l’autobus modulare.

L’innovativo sistema di trasporto pubblico è opera del 32enne Tommaso Gecchelin.

La loro invenzione consiste in un veicolo elettrico modulare destinato a rivoluzionare l’approccio tradizionale al trasporto pubblico.

 

Il loro autobus consiste in una serie di moduli che sono in grado di agganciarsi tra di loro in movimento per formare un unico pezzo in grado a sua volta di unirsi ad altri.

Grazie a questo è possibile far viaggiare nello stesso veicolo mezzi e persone che provengono da luoghi diversi permettendo anche scambi all’interno degli stessi moduli.

 

Il veicolo proposto da Next Future nasce infatti dalla sfida di coniugare la sostenibilità e l’economicità dell’autobus e la flessibilità del taxi: ecco che il prototipo messo a punto dalla startup padovana, ospitata all’interno dell’incubatore Paradigma di Padova, è una sorta di bus scomposto in più moduli che all’occorrenza si possono agganciare o sganciare.

I bus vengono così composti e scomposti di volta in volta in base ai flussi calcolati da un algoritmo che raccoglie in tempo reale le destinazioni richieste dagli utilizzatori: ecco che se in un bus una parte dei passeggeri deve raggiungere una destinazione e una parte un’altra destinazione i diversi moduli resteranno agganciati per la prima tratta per poi sganciarsi diventando due o più minibus autonomi diretti ciascuno in un luogo diverso.

 

In liguria questi mezzi permetterebbero di risparmiare sul mantenimento dei mezzi pubblici perché invece di mantenere enormi autobus ad alto consumo e difficoltà di movimento si potrebbero utilizzare veicoli più piccoli che sono in grado di adattare le proprie dimensioni alla strada ed agli orari.

Inoltre sarebbe possibile permettere ai pendolari di effettuare scali direttamente sul mezzo stesso grazie all’aggancio di moduli di diverse linee che però condividono alcune tratte.

A Genova ad esempio si potrebbe permette al bus 128, linea delle alture del quartiere Sestri Ponente di unirsi per esempio alla linea 1 per un breve tratto permettendo alle persone di cambiare linea all’interno dell’autobus stesso, evitando così complicazioni negli scali e affollamenti inutili alle fermate dell’ autobus.

 

L’emiro di Dubai Mohammed bin Rashid Al Maktoum, venuto a conoscenza dell’innovazione ideata da Tommaso, la “rilancia” all’attenzione del mondo intero. Oggi Next sta lavorando al progetto che porterà all’Expo del 2020, nella città medio orientale, il loro veicolo elettrico modulare destinato a rivoluzionare l’approccio tradizionale al trasporto pubblico.

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